Singapore

La città-stato di Singapore è l’ultima tappa del nostro viaggio in Asia. Dopo aver trascorso un mese nella “vera” Asia, quella “sporca” per intenderci, girare per Singapore ci ha fatto un effetto stranissimo e in certi momenti avevamo l’impressione di essere in un paese scandinavo piuttosto che in un paese del sudest asiatico (e non solo per l’aria condizionata che viene messa a palla dappertutto). Singapore non ha nulla a che vedere con i paesi confinanti: qui è tutto iperorganizzato, ultratecnologico, uscendo dai bagni pubblici abbiamo trovato persino dei touch screen dove esprimere un giudizio sulla visita ai bagni, le aree in cui è vietato fumare sono moltissime (accendendo una sigaretta mentre aspettate l’autobus o nei pressi dell’entrata della stazione metropolitana potreste incorrere in una sanzione al quanto salata), le gomme da masticare sono bandite perché sporcherebbero il suolo pubblico, i treni sono puntuali e ben tenuti, trovare una via del centro non è un problema perché la segnaletica è più che adeguata e l’inglese lo parlano tutti, anche se spesso la gentilezza delle persone sembra quasi meccanica e innaturale. A Singapore le lingue ufficiali sono quattro: l’inglese, il malese, il cinese e il tamil.

Come arrivare:
All’andata abbiamo raggiunto l’aeroporto internazionale di Changi, che si trova nella parte orientale dell’isola di Singapore, con la compagnia Emirates da Venezia via Dubai (circa 6 ore di volo fino a Dubai, scalo di 2-3 ore e poi altre 7 ore di volo fino a Singapore). Da Bangkok invece abbiamo preso un volo dell’Air Asia che ci ha portati a Singapore in 2 ore e 20 minuti. Il visto d’ingresso turistico viene rilasciato direttamente in aeroporto e ha validità di 90 giorni. Per raggiungere il centro città si può optare tra l’Airport Shuttle che porta i turisti direttamente al loro albergo al costo di 9 sgd (i biglietti si acquistano al Ground Transport Desk del terminal aeroportuale), il monorail MRT che porta fino alla stazione di Tanah Merah, l’autobus numero 36 che costa 2 sgd, oppure un taxi che costa in media 20-30 sgd.

Appena arrivati a Singapore dovevamo raggiungere la vicina Johor Bahru (Malesia) e abbiamo così deciso di aspettare l’autobus Transtar Cross Boarder che effettua il servizio tra l’aeroporto e Johor Bahru. Purtroppo abbiamo atteso invano perché le ultime tre corse serali sono state cancellate senza alcun preavviso e nessuno era in grado di darci qualche informazione. Alla fine abbiamo preso un taxi che ci portasse alla stazione dei taxi transfrontalieri (non tutti i taxi possono passare il confine e quelli che hanno l’apposita licenza si fanno pagare 40 sgd).

Come muoversi:
La città vanta un’eccellente rete di trasporti urbani e infatti a Singapore solo 1 persona su 10 possiede un’auto (in realtà anche per via del costo elevato delle polizze assicurative). Il trasporto pubblico è gestito dalla SMRT e dalla SBS Transit. I singoli biglietti per la metropolitana si acquistano tranquillamente presso le biglietterie automatiche, inserendo sul touch screen la stazione di arrivo. Una volta arrivati a destinazione si riconsegna il biglietto alla biglietteria automatica e così viene restituito il deposito di 1 sgd (da fare entro 30 giorni dalla data dell’acquisto).

Avendo poco tempo a disposizione ci siamo concessi di vedere la città a bordo del Duck & Hippo Tour. Il biglietto da 69 sgd a persona vale per due giorni e include l’uso illimitato delle 3 linee degli autobus City Sightseeing, l’ingresso al Flyer, la crociera sul fiume HiPPO River Cruise, il Ducktour, il Bumble Bee Water Taxi e le entrate gratuite ai musei Chinatown Heritage Centre, Asian Civilization Museum, Singapore Art Museum, Singapore Philatelic Museum e l’Orchid Garden.

Cosa vedere:
Uno dei motivi principali per cui consigliamo di fare un giro con il bus turistico è per ammirare dall’alto gli edifici della città. Qui gli architetti hanno dato sfogo alla loro creatività progettando edifici moderni, sostenibili oppure colorati, ma tutti quanti donano alla città un bell’aspetto. I principali grattacieli sono concentrati intorno alla Marina bay, mentre la Little India è caratterizzata da piccole case colorate.

Un buon punto dove iniziare il tour di Singapore è la Marina bay. Qui ci sono il futuristico Marina Bay Garden con degli alberi spaziali che si illuminano di notte, nonché le due giganti serre: il Flower Dome e la Cloud Forest. Noi abbiamo avuto un po’ di sfortuna perché la Cloud Forest era chiusa per manutenzione e abbiamo potuto visitare solo il Flower Dome di cui però siamo rimasti un po’ delusi perché vi abbiamo trovato solo piante che già conoscevamo, mentre tutti ci hanno parlato benissimo della Cloud Forest. Attraversando il ponte pedonale che dai giardini passa sopra la strada si entra direttamente nel famoso hotel Marina Bay Sands, formato da tre torri e una specie di gigantesca tavola da surf adagiata in cima ad esse. Lassù c’è la più alta piscina panoramica del mondo, riservata ai clienti dell’albergo, mentre ai turisti è concesso salire sul terrazzo per ammirare la vista sulla città al costo di 20 sgd. Attraversando il ponte pedonale dall’altro lato dell’hotel si entra direttamente nel lussuoso centro commerciale dotato di un mega casinò (si può entrare anche senza giocare; basta esibire il passaporto). Uscendo dal casinò ci si trova di fronte all’ArtScience Museum che ospita esposizioni temporanee di artisti di famosi. L’edificio è a forma di fiore di loto e sul suo tetto è stato installato un sistema per la raccolta e il riciclo di acqua piovana che viene poi destinata ai bagni del museo. Attraversando il ponte pedonale a forma di doppia elica del dna si passa sull’altra sponda della baia.

Qui c’è la ruota panoramica più alta del mondo, il Flyer, che raggiunge i 165 m di altezza, superando di 5 m la Star of Nanachang e di 30 m la London Eye. Il biglietto d’ingresso costa 33 sgd (incluso nel Duck & Hippo Tour) e il giro ha una durata di 30 minuti circa. Secondo noi la cosa migliore è salire verso l’ora di tramonto in modo da riuscire a vedere la città sia con la luce che di notte. Ai piedi del Flyer passa la pista del GP di Forumla1 che a Singapore viene disputato con gara notturna dal 2008.

Proseguendo verso l’interno della baia si incontrano il Teatro Esplanade, il cui tetto è stato realizzato a forma del puzzolente frutto durian, il monumento ai caduti Cenotaph, l’Asian Civilisations Museum, la Parliament House e l’edificio del Ministero per l’informazione, la comunucazione e l’arte caratterizzato da colorate finestre.

Non molto lontano si trovano la cattedrale anglicana di St. Andrew e il War Memorial Park. Qui s’innalza il Civil War Memorial, comunemente chiamato Chopsticks, formato da due paia di bacchette per il cibo alte 60 m, che rappresentano l’unità dei 4 popoli di Singapore: cinesi, malesi, indiani e le minoranze. A due passi da qui c’è anche il famoso e costoso Raffles Hotel che porta il nome di Sir Stamford Raffles, l’uomo che nel 1819 scoprì (per gli occidentali) Singapore.

Il Singapore Art Museum SAM è dedicato all’arte moderna e contemporanea asiatica. Tutte le collezioni ci sono parse molto stravaganti e originali, e ci è piaciuta soprattutto l’esposizione dei migliori nuovi talenti asiatici che hanno partecipano all’UOB Painting of the year exibition. Il museo si trova in Bras Basah Road, in un edificio in stile coloniale che in passato era sede della scuola cattolica. Nelle vicinanze del museo c’è il curioso palazzo della Sota School of The Arts, da dove ha inizio la trafficata via dello shopping Orchad Road.

Il China Town Heritage Centre si trova nel cuore della China Town e racconta la storia dei primi immigrati cinesi che vennero a Singapore in cerca di fortuna. Nella vicina South Bridge road ci sono sia il più antico tempio hindu di Singapore, il Sri Mariamman Temple, che il Budda Tooth Relic Temple. Il grande tempio buddista si divide in più piani e al suo interno custodisce le reliquie del dente di Buddha. Entrambe i templi sono a ingresso libero. Passeggiando per la China Town ci è venuto in mente il libro di Tiziano Terzani “Un indovino mi disse” in cui parla, tra le altre cose, anche dell’evoluzione economica e tecnologica di Singapore, e dobbiamo dire che quelle pagine rispecchiano a pieno anche la situazione attuale.

Il coloratissimo quartiere di Little India invece si trova intorno alla via Serangoon road. Qui ci sono il Sri Veeramakaliamman Temple, la moschea Abdul Gafoor, la Little India Arcade e logicamente è il posto ideale dove assaggiare cibo indiano e acquistare i bellissimi sari dai colori sgargianti.

Il Botanic Gardens è uno dei principali parchi della città, è a ingresso gratuito, e al suo interno ospita il fantastico National Orchid Garden. L’ingresso al giardino delle orchidee costa 5 sgd; qui si possono ammirare il fiore nazionale di Singapore – l’orchidea Vanda Miss Joaquim -, la Cool House dove si ha la sensazione di essere in una vera foresta tropicale montana, mentre nel Vip Orchid Garden sono esposti gli ibridi di orchidee che hanno preso nome da importanti personaggi in visita a Singapore. Nella città ci sono anche moltissimi altri parchi, mentre nel mese di luglio si svolge il Singapore Garden Festival.


Lo Zoo di Singapore si trova un po’ più lontano dal centro storico e per raggiungerlo basta prendere la linea SMRT North-South Line fino alla fermata di Ang Mo Kio, dove c’è la stazione degli autobus da cui parte il 138 che ferma proprio davanti allo zoo. Il biglietto per l’autobus si acquista direttamente presso il conducente, inserendo l’esatto importo in monete (1,90) nell’apposita macchinetta. L’ingresso allo zoo costa 20 sgd oppure 27 sgd con trenino e barchetta inclusi, ma a nostro avviso sono del tutto inutili in quanto si gira tranquillamente a piedi. Rispetto alla maggior parte degli zoo, qui gli animali sembrano al quanto liberi, anche se in realtà sono confinati a piccole aree e le recinzioni sono ben nascoste. Lo zoo offre anche la possibilità di vedere gli animali di notte, partecipando al Night Safari al costo di 32 sgd.

Shopping:
Singapore è una nota meta per lo shopping e la via per eccellenza è sicuramente la Orchad Road. Su questa strada lunga 2 km si susseguono uno dopo l’altro dei grandissimi shopping malls con negozi di livello medio-alto. Un altro centro commerciale di alta moda si trova nel complesso di Marina Bay Sands, dall’altra parte della strada rispetto l’hotel, e al piano terra ospita un enorme casinò (per entrare, anche solo per fare un giro, basta esibire il passaporto).

Il quartiere di Chinatown invece è il posto ideale se si cerca qualcosa di asiatico da portare a casa. Il mercato propone un’ampia varietà di souvenir, vestiti, lampade, gioielli, portafortuna a prezzi ragionevoli. Rispetto alle Chinatown dei paesi vicini, quella di Singapore è molto più pulita e non dà l’idea di vendere merce “scadente”, ma piuttosto prodotti ben fatti e leggermente più costosi. Se invece siete alla ricerca di un sari o di qualcosa di indiano è meglio fare due passi nella Little India.

Dove mangiare:
Il Jumbo Seafood Gallery è il posto ideale dove assaggiare uno dei piatti tipici della città: il chilli crab. Il granchio è al quanto piccante e pure costosetto (circa a 50sgd al kg e un singolo granchio pesa poco meno di un chilo) ma ne vale la pena. Questo ristorante si trova sulle sponde del fiume, nella zona di Clarke Quay. Per una cena a base di chilli crab, riso con pollo e bevande abbiamo speso 75 sgd.

Clarke Quay è una zona turistica lungo il fiume dove sono concentrati numerosi ristoranti con cucina internazionale e divertimenti per i turisti. Da qui partono anche diverse crociere che fanno il giro della baia sia di giorno che di notte.

Il Chinatown Seafood Restaurant che si trova proprio di fronte al Chinatown Heritage Centre propone piatti cinesi a base di pesce e carne (tra cui quella di coccodrillo e tartaruga). I prezzi sono decenti e i piatti sono preparati in base ai gusti occidentali. Per due primi e le bibite abbiamo speso 43 sgd.

Nella via Jalan Besar, di fronte all’hotel Kam Leng, c’è un Food Center aperto 24/24 ed è frequentato quasi esclusivamente dalla gente del posto. I vari chioschi propongono cibo asiatico a prezzi economici.

Dove dormire:
Kam Leng Hotel in 383 Jalan Besar, vicino a Little India. Per una camera doppia senza colazione per 2 notti abbiamo spesso 259 sgd (165€). La camera con bagno/doccia era confortevole, arredata con buon gusto, dotata di tv, aria condizionata, asciugacapelli, bollitore per il the, frigobar, cassaforte e wi-fi gratuita. Di fronte all’hotel c’è un Food Center e anche un 7eleven aperto a tutte le ore.

Cultural Hotel in 270 Jalan Besar. Abbiamo testato anche questo albergo in quanto la prima notte abbiamo avuto un inconveniente con la prenotazione fatta tramite Booking.com per il Kam Leng Hotel. Il Cultural Hotel costava il doppio del primo, ma essendo arrivati a notte inoltrata non abbiamo avuto molta voglia di metterci a girovagare per la città in cerca di una sistemazione migliore. Il Cultural Hotel si trova poco distante dal primo albergo. Per una camera doppia con colazione abbiamo pagato 211 sgd a notte (134€). La camera sembrava quasi un piccolo appartamento: nel bagno c’era anche la lavatrice, mentre nella stanza un piccolo cucinino con forno a microonde, bollitore, frigobar e tv. La colazione a buffet era ricca e variegata.

Siti utili:
Ufficio turistico di Singapore (in inglese)
Singapore su Lonely Planet (in italiano)
Singapore su Time Out (in inglese)
Singapore su Rough Guides (in inglese)
Singapore su DK Travel (in inglese)
Singapore su Wikipedia (in italiano)
Lingueonline risorse gratuite per imparare l’inglese, il cinese, il malese e il tamil (in italiano)

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Info I giramondo
A causa di una spiccata curiosità siamo perennemente in viaggio.

5 Responses to Singapore

  1. patrick says:

    Un post completissimo (forse anche troppo?) su un posto che deve essere davvero singolare. Una domanda però. Davvero l’Asia di oggi ‘vera’ è quella sporca e caotica dei chowk indiani o dei quartieri più tradizionali di Pechino o è anche, allo stesso tempo, quella di Shanghai downtown, Singapore ancor più che Shinjuku a Tokyo, che era così già 20 anni fa? Bentrovati, da oggi avete un nuovo lettore, comunque!

    • I giramondo says:

      Ciao Patrick. In un mese trascorso in Asia possiamo dire di aver visto solo una piccolissima parte di questo meraviglioso continente e per poter avere un’opinione più completa saremo costretti a fare ancora tanti viaggi (non vediamo l’ora di ritornarci!). Come dici tu, l’Asia di oggi non è solo quella “sporca” (ci scusiamo per il termine usato) ma sempre di più aumentano le città moderne, organizzate e anche più tecnologiche rispetto alle nostre. Resta però il fatto che passare dalla Malesia/Thailandia a Singapore si nota una grandissima differenza. Si potrebbe dire che Singapore sia un po’ l’eccezione che conferma la regola e va amata soprattutto per la sua singolarità.
      Grazie per il follow e complimenti per il tuo blog!

  2. Singapore, la meta più indesiderata autoimpostami qu in Sudest asiatico…
    comunque bel post, davvero completo

    • I giramondo says:

      Tutto sommato Singapore non è male… però di certo non si può paragonare alla stupenda Thailandia. Dobbiamo ammettere che proviamo un po’ di sana invidia nei tuoi confronti 😉

      • …tuttosommato 😉

        Devo dire che non ci tornerei se non fosse che ho amici che ci vivono… e perchè l’elettronica costa meno che qui in Thailandia (incredibile, no?)

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