Kuala Lumpur

Dopo qualche giorno trascorso sulla bellissima isola di Tioman abbiamo proseguito il viaggio verso la capitale malese. Kuala Lumpur significa “la città sul fiume fangoso” e proprio alla confluenza dei fiumi Kelang e Gombak si sono insediati alla fine del XIX secolo dei minatori, dando così origine alla nuova città.

Come arrivare:
L’aeroporto internazionale KLIA si trova a 50km a sud di Kuala Lumpur ed è collegato ad essa con i treni Klia Express che partono ogni mezz’ora dalla stazione centrale/aeroporto. Il biglietto di sola andata costa 35RM a persona.

La compagnia aerea low cost AirAsia atterra invece al Low Cost Carrier Terminal. Il modo più economico per raggiungere questo terminal è l’autobus ufficiale di AirAsia ovvero ko Skybus che parte ogni mezz’ora dalla stazione centrale e raggiunge l’aeroporto in poco più di un’ora. Il biglietto si può acquistare on line al momento della prenotazione del volo AirAsia o presso la biglietteria della stazione/aeroporto al costo di 9 rm solo andata.

Provenendo dall’isola di Tioman abbiamo preso il traghetto fino a Mersing dove saremmo dovuti salire su un autobus diretto a KL, ma alla stazione abbiamo appreso che il nostro autobus non sarebbe partito e quindi all’ultimo momento abbiamo optato per un vecchio bus tutto scassato che in tre ore raggiungeva la città di Kluang. Da qui abbiamo proseguito per altre 4 ore con un moderno autobus (con comfort che in Italia ce li sogniamo). Spostandoci in questo modo abbiamo perso tutta la giornata, ma in compenso abbiamo speso molto meno che non andando direttamente in aereo da Tekek a Kuala Lumpur, e soprattutto abbiamo visto il paesaggio dell’entroterra malesiano.

All’ingresso in Malesia ai cittadini italiani viene posto il timbro-visto che ha validità per tre mesi, mentre sul sito del Ministero degli Esteri della Malesia c’è l’elenco completo dei visti necessari per ogni nazione.

Come muoversi:
A primo impatto sembra che la città non sia fatta a misura di pedoni, infatti le strisce pedonali sono pressoché inesistenti, i semafori per gli attraversamenti pedonali un miraggio, mentre i sottopassaggi e i ponti pedonali ci sono, ma spesso gli abbiamo trovati interrotti a causa dei lavori, oppure posti a distanze troppo lunghe. In parole povere: quello che sulla mappa risulterebbe un percorso di un centinaio di metri va a finire che diventa di qualche chilometro. In compenso però il trasporto pubblico gestito da My Rapid è molto efficiente ed economico. Gli autobus, il LRT e la monorail sono operativi dalle 6 alle 23 e funzionano a gettoni che si acquistano alle casse automatiche e si restituiscono allo sportello di uscita; un modo ecologico per non sprecare la carta.

Cosa vedere:
Il modo migliore per iniziare a conoscere Kuala Lumpur è visitando la City Gallery in piazza Merdeka. Al centro turistico City Gallery viene proposta una vera e propria introduzione alla storia della città, con dei cartelloni che descrivono in modo breve e chiaro gli eventi principali. Gli appassionati del beniamino di Salgari – la Tigre della Malesia Sandokan – saranno ben contenti di ammirare una vecchia mappa dove è segnata l’isola di Monpracem (ormai sparita sulle mappe moderne). Alla City Gallery si possono ritirare gratuitamente gli opuscoli e le mappe della città, visitare il negozio di souvenir dell’Arch e vedere i loro gli artigiani all’opera, oppure scattare una foto con il turistico “I love KL”.

La piazza Merdeka è circondata da alcuni edifici storici. Il Royal Selangor Club fu fondato nel 1884 dai britannici per poter riunire qui suoi membri dell’alta società e l’enorme rettangolo verde che regna sulla piazza veniva usato dai governatori britannici per giocare a cricket. Tutto ciò accadeva fino al 31 agosto del 1957, giorno in cui la Malesia ottenne l’indipendenza dal Regno Unito e infatti Merdeka significa proprio indipendenza. L’edificio Sultan Abdul Samad Building porta il nome del quarto sultano di Selangor (1804-1898) e fu costruito nel 1897 in stile moresco-vittoriano. Oggi ospita gli uffici del Ministero dell’Informazione, Comunicazione e Cultura, nonché della Corte Suprema. Un po’ più giù si nasconde la piccola cattedrale anglicana di St. Mary’s che risale al 1894.

A pochi passi da Merdeka Square, vicino la confluenza dei due fiumi, si trova una delle moschee più belle della città, ovvero la moschea Masjid Jamek, edificata nel 1909. La si riconosce facilmente per le sue  strisce biancorosse. L’ingresso alla mosche è gratuito e in caso di abbigliamento non adeguato viene fornita una tunica e il velo. Durante le ore di preghiera i turisti non possono accedere alla moschea. Nei pressi della Masjid Jamek sorge la coloratissima Little India.

Proseguendo verso la China Town e la sua famosa Petaling Street ci si imbatte nella Old Market Square con la Torre dell’orologio, nel Mercato centrale Pasar Seni e nel più antico tempio taoista di Kuala Lumpur, il Sin Sze Si Ya Temple (in Jalan Tun HS Lee st. all’angolo con la Leboh Pudu st.). L’ingresso al tempio è gratuito.

Proseguendo per la Jalan Tun HS Lee st. all’altezza della Jalan Sultan st. ci sono sia il tempio induista Sri Mahamariamman che il Guan Di Temple. Il tempio induista è caratterizzato dal tipico tetto piramidale ed è stato costruito nel 1873, mentre il Guan Di Temple risale al 1888 ed è dedicato al dio della guerra. L’ingresso a entrambi i templi è gratuito.

Attraversando il fiume all’altezza della vecchia stazione ferroviaria si arriva alla moderna moschea Nazionale Masjid Negara Jalan Perdana. La moschea è stata edificata nel 1965, è caratterizzata da una cupola a stella con 18 punte che simboleggiano i 5 pilastri dell’islam e i 13 stati della Malesia, e può ospitare 15.000 persone. Ai turisti è consentito visitare gratuitamente la moschea negli orari prestabiliti, ovvero da sabato a giovedì dalle 9 alle 12, dalle 15 alle 16 e dalle 17.30 alle 18.30, mentre venerdì solo dalle 15 alle 16 e dalle 17.30 alle 18.30. All’ingresso vengono forniti copriabiti e veli.

Non lontano dalla moschea c’è il museo nazionale Muzeum Negara, ma noi abbiamo preferito dirigerci all’Islamic Art Museum che ci ha piacevolmente colpito. La sala più interessate è sicuramente quella dedicata all’architettura islamica con la riproduzione in scala delle più importanti moschee del mondo. L’ingresso al museo costa 12 rm. In questo museo è stata la prima volta in cui ci siamo resi veramente conto di quanto e dove fosse diffuso l’Islam. Lo riteniamo un ottimo luogo dove imparare qualcosa in più su questa religione.

Continuando a salire sulla collina dei Lake Gardens ci si imbatte nel Parco dei Cervi, nel Parco delle Farfalle Taman Rama Rama, nel Giardino degli Ibischi Taman Bunga Raya e Orchidee Taman Orkid (quest’ultimo a ingresso gratuito) e nel Parco degli Uccelli. Si tratta della più grande voliera al mondo che ospita 3.000 esemplari. Generalmente gli uccelli vivono liberi in aree abbastanza spaziose, ma purtroppo abbiamo notato ancora molti esemplari rinchiusi in gabbie. Tuttavia c’è da dire che qui si può ammirare il famoso Bucero del Sarawak, l’uccello simbolo della regione del Sarawak (nel Borneo). L’ingresso al parco costa 48 rm.

Dalla parte opposta della città svettano le fotografatissime Torri gemelle Petronas, che sono alte 452m e sono collegate tra di loro dal ponte pedonale al 41° piano. Momentaneamente è il 6° edificio più alto del mondo ed è la sede della compagnia petrolifera malese Petronas. La visita alle torri costa 50RM, tutti i giorni tranne il lunedì dalle 9 alle 19. Il numero giornaliero dei biglietti per salire sul ponte pedonale è limitato quindi bisogna sbrigarsi la mattina presto. Ai piedi delle torri, in 109 Jln Ampang, si trova l’ufficio turistico di KL, mentre il KLCC park ospita il centro scientifico Petrosains (naturalmente sponsorizzato dalla compagnia petrolifera malese) e l’Aquaria KLCC.

Non lontano dalle Petronas, all’interno del Bukit Nanas Forest Reserve s’innalza la torre delle telecomunicazioni Menara KL e salendo a 276m di altezza si ha una bella vista sulla città (a partire da 45RM) oppure si può cenare al ristorante Atmosphere 360. Su questa torre si svolge anche il campionato di base jumping.

L’ultimo giorno di permanenza abbiamo deciso di raggiungere il Lago Titiwangsa nella parte settentrionale della città, ma più che una piacevole scampagnata è risultato una sola. Dalla Titiwangsa monorail station ci siamo avviati a piedi verso il parco e puntualmente i rari attraversamenti pedonali ci hanno portato da tutt’altra parte. Una volta raggiunto il parco pensavamo di pranzare e riposarci dalla lunga camminata, ma abbiamo subito scoperto che tutti i chioschi erano chiusi e l’unico ristorante con le porte aperte non ci ha nemmeno voluto vendere una bottiglietta d’acqua in quanto avrebbe riaperto solo all’ora di cena. In conclusione quello che doveva essere un momento rilassante si è trasformato in un incubo fino a quando non siamo riusciti a trovare un taxi che passasse di là e che ci riportasse in centro (ma abbiamo aspettato almeno mezz’ora che ne passasse uno vuoto).


Escursioni:
A 15km a nord di Kuala Lumpur ci sono le Batu Caves ossia il tempio indù scavato nella roccia. Per raggiungere il tempio basta prendere un treno KTM Komuter che passa anche per la stazione centrale. Il biglietto costa solo 2RM e porta proprio fino all’entrata delle Batu Caves. Durante la festa Thaipusam (gennaio/febbraio) è meta di pellegrinaggio, ma durante tutto l’anno è una delle mete più visitate dai turisti e non. Ai piedi dei 272 gradini c’è la più alta statua al mondo dedicata al dio Murugan e qui le scimmie fanno da padrone, rubando cibo e ghirlande di fiori, e lasciandosi tranquillamente fotografare dai turisti. L’ingresso al tempio è gratuito. Ai piedi del tempio ci sono alcuni negozi di souvenir, locali per pranzare, un show con gli animali e alcune postazioni dove farsi dipingere le mani con l’henne (un bel disegno su entrambe le mani costa sui 20 rm e dura qualche giorno).

Putrajaya si trova a 25 km a sud di Kuala Lumpur ed è il nuovo centro amministrativo federale della Malesia. Putrajaya si raggiunge comodamente con il treno da KL Sentral (19 rm a/r). Una corsa in taxi dalla stazione di Putrajaya fino alla moschea rosa ha il prezzo fisso di 11,5 rm. La moschea è aperta ai turisti solo negli orari in cui non ci sono le preghiere, l’ingresso e il noleggio dei soprabiti sono gratuiti. In diverse moschee della Malesia ci sono dei banchi posti vicino alla sala delle preghiere dovei dei volontari si impegnano a fornire informazioni sull’islam ai turisti. Proprio in questa moschea abbiamo conosciuto uno di loro, il signor Raja, che oltre ad essere molto divertente ci ha intrattenuti parlandoci dell’islam e delle differenze con il cristianesimo, raccontandoci alcune curiosità sulla costruzione della moschea e sull’ufficio del primo ministro, e inoltre ci ha consigliato le attrazioni turistiche da vedere a Putrajaya.

L’ufficio del Primo Ministro Perdana Putra si trova proprio di fronte alla mosche ed è caratterizzato da una cupola verde. Nei pressi della moschea rosa c’è un piccolo bazar, una zona con ristorantini e il ponte d’imbarco per la crociera turistica che per 50 rm a persona (aria condizionata inclusa) porta sul lago artificiale. Da qui si scorgono i principali palazzi della città come la nuova Tuanku Mizan Zainal Abidin Mosque chiamata anche la Moschea di Ferro, il Palazzo della Giustizia con le sue cupole bianche e il moderno International Convention Centre. Prima di lasciare definitivamente Putrajaya ci siamo riposati un po’ sulle poltrone massaggianti (a 2 rm) poste nella stazione ferroviaria: consigliatissime!

Shopping:
Il Central Market Pasar Seni si trova nei pressi della China Town e si individua facilmente grazie al suo colore azzurrino. Nel suo complesso ospita oltre 200 negozi ideali per chi cerca un bel souvenir da portare a casa: statue, oggetti in legno intarsiato, collane con le perle del Borneo, oggetti cinesi, quadri artistici, parei dai colori vivaci e inquietanti maschere malesi. All’interno del Central Market, e anche nella City Gallery in Merdeka Square, si possono acquistare i tipici manufatti dei maestri dell’Arch, ovvero minuziose opere in legno: quadri, portagioie, portachiavi, calamite, diari, segnalibri etc.

Chinatown Jalan Petaling Street è il regno dei falsi: borse, scarpe, occhiali, magliette, dvd… qui è tutto contraffatto. La Petaling Street è aperta durante tutto il giorno, ma è nelle ore serali che da il meglio di sé. Per l’acquisto di oggetti asiatici forse sono meglio la coloratissima Little India o il Pasar Seni.

Naturalmente a Kuala Lumpur i centri commerciali abbondano e c’è solo l’imbarazzo della scelta: il Berjaya Times Square in Jalan Imbi, la Starhill Gallery, il Pavilion, il Plaza Low Yat, il Fahrenheit 88 e il Sungei Wang Plaza tutti in Jalan Bukit Bintang, il Lot10 in Jalan Sultan Ismail, l’Ampang Park in Jalan Ampang, il Mid Valley Megamall in Lingkaran Syed Putra e tanti altri ancora. Il centro commerciale Suria KLCC occupa i primi piani delle Torri Petronas ed è il regno dei negozi sia di lusso che di media categoria. Per riposarci un po’ dalle lunghe camminate venivamo qui ogni sera per sederci su una delle comodissime poltrone dell’ultramoderno cinema. I film sono in lingua inglese, il biglietto costa sui 9-14 rm, mentre una porzione gigante di popcorn e bibita costa sui 15-20 rm (finiti i popcorno non serve nemmeno cenare).

Dove mangiare:
Tra i piatti tipici della cucina malese ci sono il Sambal fatto con pasta di gambero e chili, il Satay con pezzi di pollo o manzo marinati e cotti alla brace e accompagnati con la piccante salsa alle arachidi, il Nasi Lemak riso cotto al vapore con pollo al curry, manzo o calamari, cocomeri, acciughe fritte e sambal, servito su una foglia di banana, l’Ikan Assam pesce fritto accompagnato con curry di tamarindo. Ad essere sinceri la cucina malese non ci ha colpiti in modo particolare e riteniamo che si mangi molto meglio nella vicina Thailandia o Singapore, ma forse è solo questione di gusti.

Il Pasar Seni (mercato centrale) è uno dei posti più economici, infatti si può pranzare in modo abbondante con meno di 3€ a persona. Al secondo piano del Central Market c’è un’intera zona dedicata alla cucina asiatica e la proposta gastronomica è molto vasta. Al piano terra c’è anche il Secret Recipe per finire il pranzo in bellezza con un pezzo di torta.

China Town Food Centre si trova in Jalang Hang Lekir 28, all’interno del mercato di Petaling Street nella China town. Abbiamo mangiato qui diverse volte in quanto le pietanze erano veramente squisite. In media due persone si possono saziare con 50-60 rm. All’interno della China Town ci sono naturalmente moltissimi altri ristoranti cinesi, ma questo, anche se turistico, ci è sembrato il migliore.

La Food court nel centro commerciale Suria KLCC delle Torri Petronas propone una vasta selezione di locali con cucina malese, thai, indiana, cinese, giapponese e fast food americani per tutte le tasche. Al piano terra c’è anche il chiosco di Durian Durian dove poter assaggiare il famoso frutto asiatico puzzolente, magari servito con una pancacke per attenuare il sapore. Assolutamente da provare!

La strada Jalan Ramlee, tra le Petronas Tower e la Menara Tower, è particolarmente vivace la sera quando i numerosi locali e ristoranti internazionali aprono i battenti. Se dopo diversi giorni di cucina malese non ne potete più del cibo speziato e sentite il bisogno di qualcosa di più familiare allora siete nel posto giusto. In questa strada non mancano di certo nemmeno i locali per il dopocena e infatti la zona è frequentatissima da turisti.

Dove dormire:
Citrus Hotel si trova in 51 Jalan Tiong Nam, tra le fermate dello skytrain Sultan Ismail e PWTC (Ampang Line gialla). Una camera matrimoniale Club Room per 5 notti con colazione a buffet costa 778 RYM (193€). A differenza delle camere standard le Club Room si trovano tra l’8° e il 10°piano, includono un drink di benvenuto e un minuscolo piattino con la frutta, la connessione wi-fi gratuita in camera (anche se in realtà funziona a tratti mentre nella Club Lounge è decisamente migliore), snack e bibite gratuite nel Club Lounge. Se dobbiamo trovare qualche lato negativo le camere con vista sulle Petronas Tower sono veramente pochissime, la pulizia delle camere a volte lascia un po’ desiderare, la tv ha solo 2 canali internazionali e i succhi a colazione non potrebbero essere più chimici di così. Per il resto la colazione è variegata e con prevalenza di cibo asiatico. Tutto sommato non era male, anche se per il prezzo che abbiamo pagato poteva essere sicuramente meglio. Una corsa in taxi fino alla stazione centrale costa 20 rm.

Siti utili:
Ente del Turismo Malese
Kuala Lumpur su Wikipedia
Kuala Lumpur su Lonely Planet
Time Out KL (in inglese)
Kuala Lumpur su Rough Guides (in inglese)
Lingue online risorse gratuite per imparare la lingua malese

Altre tappe del viaggio: Dubai – Johor Bahru – Tioman – Kuala Lumpur – Koh SamuiKoh PhanganKoh TaoBangkok – Singapore

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Tioman

Dopo Dubai e una breve tappa a Johor Bahru ci siamo imbarcati per l’isola di Tioman, che si trova a largo della penisola malese, nelle acque del Mar Cinese. Nei weekend l’isola si riempie di turisti malesi e del Singapore, ma è soprattutto una meta nota ai diver internazionali per i suoi ricchi fondali marini. L’isola è lunga 20 km e larga 11 km, da novembre a marzo c’è la stagione dei monsoni, mentre la stagione secca va da marzo a ottobre. A luglio vi abbiamo trovato un clima gradevole, con rari e brevi acquazzoni.

Come arrivare:
Gli autobus delle compagnie Transnasional, S&S International Express e Causeway Link collegano Singapore, Johor Bahru e Kuala Lumpur con il porto di Mersing. I biglietti per l’autobus si possono prenotare on line solo con la carta di credito malese, mentre quelle di altri paesi non vengono accettate. I biglietti si comprano tranquillamente nelle stazioni degli autobus, ma conviene dare prima una controllata ai prezzi e agli orari di partenza presso gli uffici delle singole compagnie (non esiste uno sportello unico per tutti) in quanto delle corse indicate sull’orario potrebbero non essere effettuate. Partendo da Johor Bahru è necessario prendere uno dei primi autobus di mattina, altrimenti si rischia di non arrivare in tempo per il traghetto e ci si vede costretti a trascorrere la notte a Mersing. Oltre a Mersing i traghetti per Tioman partono anche da Tanjung Gemok che si trova a 35km più a nord.
Una volta arrivati a Mersing ci si imbarca su uno dei traghetti che raggiungono l’isola di Tioman in un’ora e mezza circa. La stazione degli autobus di Mersing dista più o meno 1km dal porto e il tragitto lo si può percorrere tranquillamente a piedi o in alternativa ci sono i taxi. On line è possibile acquistare i biglietti per il traghetto solo sui sito di Tiomanferry, ma costano 30USD invece di 35 rm che si spendono comprandoli direttamente a Mersing. Prima di salire sul traghetto si paga anche una tassa di 5rm per la Riserva marina di Tioman. Pur essendoci degli orari sulle partenze del traghetto il tutto è al quanto indicativo in quanto in caso di maltempo, imprevisti, guasti o bassa marea si parte in orari diversi da quelli annunciati. Il traghetto ferma nei villaggi di Genting, Paya, Tekek, Air Batang ABC e Salang.

L’isola dispone anche di un piccolo aeroporto nel villaggio di Tekek dove atterrano gli aerei della Berjaya air provenienti da Kuala Lumpur (1 ora) o da Singapore (40 minuti). L’aeroporto si trova nel centro di Tekek, a pochi passi dalla banchina del porto. Nei pressi dell’aeroporto c’è anche l’unico bancomat dell’isola, me è consigliabile prelevare o cambiare i soldi prima di raggiungere Tioman.

Come muoversi:
Sull’isola ci sono poche strade asfaltate e diverse località balneari sulla costa occidentale sono raggiungibile in barca, mentre un sentiero per escursionisti parte da Tekek, si addentra nella giungla e dopo 7 km raggiungere il villaggio di Juara che si trova sulla costa orientale. A Juara c’è anche un centro per la salvaguardia delle tartarughe ovvero Juara Turtle Project.

Spiagge:
La maggior parte dei villaggi si trova sulla costa occidentale: da nord a sud vi sono Salang, Air Batang, Tekek, Paya e Genting. La spiaggia più lunga dell’isola si trova a Tekek ed è di sabbia gialla, mentre poco più a nord c’è quella di Air Batang ABC. Sulle spiagge non troverete lettini, ombrelloni etc., ma solo qualche baretto, qualche rete per giocare a beach volley e, vista l’importanza dei fondali marini di Tioman, moltissimi dive centre.

Tramite il nostro residence abbiamo prenotato un’uscita di snorkelling intorno al piccolo isolotto di Renggis dove oltre ai vari pesci tropicali e ai coralli abbiamo visto anche dei piccoli e innocui squali, mentre intorno nelle acque vicino al centro per la salvaguardia delle tartarughe non siamo stati fortunati e non abbiamo visto nessuna tartaruga marina. Per un’uscita di 3 ore con charter privato abbiamo speso 80 rm.

Dove mangiare:
A Tekek ci sono numerosissimi locali dove pranzare o cenare: alcuni sono delle semplici case dove la gente mette fuori dei tavoli, mentre altri sono dei veri e propri ristorantini. Lungo la strada di Tekek ci sono anche diversi minimarket dove trovare qualcosa da sgranocchiare per uno spuntino, come ad esempio le patatine snack al gusto di durion, che appena si apere il sacchetto si sprigiona la tipica puzza del frutto. L’isola è una zona duty free quindi le bevande alcooliche e le sigarette costano meno che altrove; una birra Tiger (Singapore) o Chang (Thailandia) costa sui 3 rm.

Delima Tomyan and Seafood Restaurant si trova proprio a lato del pontile di Tekek e propone un’ottima scelta di cucina malese e soprattutto uno staff più simpatico che negli altri locali. Il menu è in parte scritto anche in inglese, ma risulta comunque difficile scegliere i piatti perché non c’è alcuna descrizione sugli ingredienti e quindi bisogna andare un po’ per tentativi. Noi abbiamo assaggiato dei noodle misti che erano al quanto piccanti, così come il pollo e i calamari allo zenzero, mentre il riso con l’ananas aveva un sapore decisamente più delicato. I frullati di frutta fresca preparati al momento sono davvero dolci e gustosi. Mangiando spesso verso le 3 o 4 del pomeriggio trovavamo quasi tutti i locali chiusi (alcuni chiudevano alle 2 mentre altri aprivano alle 5) e quindi puntualmente finivamo a mangiare al Delima che era l’unico aperto. I piatti principali costano sui 6-7 rm, mentre le bibite 2-4 rm. Pranzando in due si spende in media meno di 10€.

Warong Syahhirah si trova a meno di 200 m dal nostro residence (lo Swiss Cottage), a fianco del ristorante cinese, ed è aperto solo all’ora di cena. All’entrata viene allestito un bel banco con il pesce di giornata e i clienti scelgono da soli quale pesce vogliono mettere sulla griglia fumante. Una cena per due costa sui 35 rm.

Mercato di Tekek si trova davanti al pontile dove attracca il traghetto. Qui ci sono diversi locali che preparano sia piatti malesi che i panini con hamburger.

Bar Cabana si trova sulla spiaggia a sud del pontile di Tekek, a pochi passi dallo Swiss Cottage. Lo si nota subito perché qui sventola la bandiera nera con il teschio da pirata. È aperto fino a tardi e vengono servite sia birre che cocktail, il tutto accompagnato da buona musica internazionale.

Dove dormire:
Swiss Cottage si trova a 10-15 minuti a piedi a sud del pontile di Tekek, ed è l’ultimo hotel in fondo alla strada prima della salita. Nel piccolo giardino ci sono bungalow, chalet e le camere nella longhouse, con ventilatore o aria condizionata. Noi abbiamo soggiornato in una economica camera della longhouse con aria condizionata e ci siamo trovati benissimo. La camera in legno scuro aveva un letto matrimoniale e uno singolo, entrambi con zanzariera, una cassettiera, logicamente niente tv perché in un luogo così non ce n’è proprio bisogno, e un piccolo bagno con lavandino, wc e la solita doccia senza box, piatto o tendina etc. (cosa molto comune in Asia). Dalla nostra camera si vedeva il mare che è a pochi metri di distanza, mentre alcuni chalet sono proprio fronte mare. Le camere hanno tutte un terrazzino privato con tavolo e sedie, ideale per rilassarsi al suono delle onde, mentre dalla spiaggia si può ammirare un fantastico tramonto. La spiaggia di sabbia gialli è libera, il mare è cristallino e soprattutto non è affollata.
La colazione viene servita nel bar dalle 8 alle 10.30 ed è composta da the/caffè e dal piatto del giorno che varia ogni mattina: pane da toast fritto con latte e uova, accompagnato da sciroppo d’acero, oppure pancacke con banane etc. Nella piccola terrazza-bar si trova anche un frigo con le bibite e birre fresche e una lavagna dove segnare ciò che si è preso (è rassicurante vedere che da qualche parte nel mondo la gente si fida ancora del prossimo). Qui è possibile usufruire gratuitamente della rete wi fi o leggere uno dei tanti libri messi a disposizione dei turisti.
Alla reception si possono noleggiare kayak, pinne e maschere, prenotare un’uscita in barca per fare snorkeling, oppure iscriversi a uno dei corsi per subacquei organizzato dal Tioman dive centre.
Consigliamo questo luogo paradisiaco ai viaggiatori in cerca di semplicità e amanti della natura, e soprattutto suggeriamo di conoscere Stella, la proprietaria svizzero-malese, che oltre ad essere simpaticissima è un vulcano di informazioni per quanto riguarda l’isola di Tioman e la Malesia.

Siti utili:
Tioma Island
Tioman su Lonely Planet
Tioman su Wikipedia (in italiano)
Tioman su Wikitravel
Tioman su Tripadvisor
Ente Turismo Malesia (italiano)
Lingue online risorse gratuite per imparare la lingua malese

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